Ariberto Mignoli
Insigne giurista, docente alla Bocconi e appassionato bibliofilo, è stato consulente in alcune delle più importanti operazioni societarie del secondo dopoguerra.
Biografia
Ariberto Mignoli (Intimiano 1920 – Milano 2003) è stato un insigne giurista, docente alla Bocconi e consulente in alcune delle più importanti operazioni societarie del secondo dopoguerra. Laureato in giurisprudenza nel 1942 all’Università Cattolica di Milano, iniziò a collaborare con Giovanni de Maria, rettore della Bocconi, entrando in contatto con le maggiori personalità del diritto e della finanza. In Bocconi Mignoli trovò un «habitat quanto mai adatto» (P. Marchetti, Bocconi Legal Papers, n. 3-2014) con la presenza di giuristi quali Mario Rotondi (che era stato, con Francesco Messineo e Lodovico Barassi, il relatore della sua tesi di laurea), Angelo Sraffa, Paolo Greco, ma anche di storici come Armando Sapori e Aldo De Maddalena. La carriera universitaria iniziò nella stessa Bocconi e nello stesso anno 1942, in qualità di assistente volontario alla cattedra di diritto commerciale. Ufficiale in Marina, dopo l’8 settembre 1943 espatriò in Svizzera dove insegnò tra il 1944 e il 1945 nel campo universitario per internati militari di Ginevra. Qui frequentò Luigi Einaudi, Raimondo Craveri e Rodolfo Banfi. Finita la guerra tornò in Bocconi come assistente effettivo (A. Monti e G. Balp, Bocconi Legal Papers, n. 3-2014).
Nel 1956 Mignoli fu al fianco di Tullio Ascarelli (scomparso appena tre anni dopo) nella fondazione della Rivista delle Società, divenuta nel tempo il più autorevole luogo di elaborazione del diritto societario. Mignoli ne fu il vero curatore, ospitandone la redazione nel suo studio milanese. La Rivista fu il suo grande lascito e sotto la sua guida diventò una «cava per ogni studioso; anche quando l’edificio è stato solo sognato, i ricchi materiali portati sul posto, ‘abbandonati, spalancati e quasi inesauribili’, serviranno per le generazioni seguenti» (A. Mignoli, I venticinque anni della Rivista, Riv. Soc. lug-ott 1981).
Parallelamente alla carriera universitaria Ariberto Mignoli ne intraprese una professionale iniziando la pratica di avvocato presso lo studio di Adolfo Tino, amico del padre Alfonso. Ebbe incarichi molto prestigiosi dalle principali personalità della banca e della finanza italiana (tra cui Raffaele Mattioli, Enrico Cuccia, Francesco Cìngano, Vincenzo Maranghi, Guido Rossi). Con Adolfo Tino lavorò nel 1963 al contenuto della convenzione per la raccolta bancaria tra Mediobanca e le tre Bin. Collaborò con Raffaele Mattioli alla stesura dell’atto costitutivo di Mediobanca. Oltre al lavoro di proposta per la riforma delle società per azioni (anni ’60 e ’70), nel 1971 fu consulente per il lancio della prima Offerta pubblica d’acquisto sul mercato italiano avente per oggetto la Bastogi. Discusse con Enrico Cuccia i testi delle sue due prolusioni agli anni accademici 1962-63 e 1989-90 in Bocconi; esse richiamavano concetti scritti da Cuccia nelle relazioni di bilancio di Mediobanca. Nel 1988 i rapporti con Enrico Cuccia e la Mediobanca divennero molto più stretti a seguito del suo intervento nella scrittura del nuovo patto di sindacato dopo la privatizzazione dell’istituto di via Filodrammatici. Mignoli fu presidente del Comitato direttivo del sindacato azionario sino al 2002, quando ne venne acclamato presidente onorario. Seguì la banca come consulente legale nelle operazioni più importanti.
Gli interessi di Mignoli erano estesi. Amava non solo il diritto societario e la storia della società per azioni, ma la cultura in generale e fu un raffinato collezionista. Come confidò a Gianfranco Monti nel 1994, più che collezionista preferiva definirsi «raccoglitore». «Amo tutte le cose che ricordano la vita quotidiana, un pezzo dell’esistenza di ciascun uomo». Il suo studio e la sua casa erano pieni di libri che «straboccavano» dagli scaffali ammucchiandosi su sedie, tavoli, carrelli. Tra i suoi lasciti vi fu il desiderio che i molti libri che aveva raccolto fossero messi a disposizione di tutti. Per questo motivo, nel dicembre 2013, la famiglia Mignoli ha affidato a Mediobanca il suo fondo librario costituito da oltre 12 mila titoli con l’incarico di esaudire il desiderio di Ariberto. Il Fondo Mignoli è oggi parte integrante della Biblioteca Storica ed è esplorabile tramite un OPAC dedicato.