This website or its third party tools use cookies, which are necessary to its functioning and required to achieve the purposes illustrated in the cookie policy. If you want to know more or withdraw your consent to all or some of the cookies, please refer to the cookie policy. By closing this banner you agree to the use of cookies.
Caricamento…

Palazzo Visconti-Ajmi

Piazzetta Cuccia 1 - Sede di Mediobanca dalla sua costituzione.

Nell’area si trovavano anticamente le proprietà dei notai Vignarca, degli scolari di San Maurizio e dei padri Francescani. Giuseppe Archinto (1558-1610) acquistò tali sedimi tra il 1589 e il 1599 e costruì una casa per la propria famiglia.

Palazzo Visconti-Ajmi

«Il luogo dell’incontro era quanto di più lontano si potesse immaginare dagli standard americani (o britannici) di business. Gli uffici di Mediobanca sono in un antico palazzo e gli uffici dell’amministratore delegato e del consiglio si aprono con portefinestre su uno splendido giardino di foglie e di statue, estremamente tranquillo.
Si entra nell’edificio non dal fragore di una strada affollata ma attraverso un cortile di proporzioni perfette. Su un lato della sala del consiglio vi è un enorme camino di marmo lavorato. Massiccio e ora piuttosto ingiallito. Sulla porta principale, che deve essere di 18 piedi, c’è un intaglio delicato e il bordo è esso stesso di marmo. Il soffitto, di 20 o 22 piedi, è ricoperto di un tessuto rossastro. “L’arte conquista tutto” è stata la mia traduzione di un’iscrizione sulla porta; e in alto, lungo le pareti sui tre lati, altre iscrizioni simili a grandi caratteri. Nel mezzo di questo splendore – uno splendore non commerciale – in una delle città più materialistiche e avide che vi siano in Europa sedevano gli amministratori, all’incirca quattordici».

David Lilienthal
The Journals of David Lilienthal. V. The Harvest Years, pp. 275-276

Descrizione dell'edificio

Palazzo Visconti-Ajmi: è sede di Mediobanca dalla sua fondazione.

Nell’area si trovavano anticamente le proprietà dei notai Vignarca, degli scolari di San Maurizio e dei padri Francescani. Giuseppe Archinto (1558-1610) acquistò tali sedimi tra il 1589 e il 1599 e costruì una casa da nobile per la sua famiglia.

Passata ai Riva nel corso della prima metà del Seicento, verso la metà dello stesso secolo vi abitarono Giustina Riva e il suo secondo marito, il colonnello spagnolo Filippo Leyzaldi. Negli anni Settanta del XVII secolo la casa passò in eredità alla sorella uterina di Giustina, Fulvia Anolfi che andò ad abitarvi assieme al marito Alfonso Visconti di Brignano (1622-1690).

i lavori di ingrandimento della casa si devono al secondogenito di Alfonso, il maresciallo Annibale Visconti (1660-1747). La casa assunse le dimensioni di un palazzo signorile tra i più eleganti di Milano. Il nipote di Annibale, Antonio Visconti Ajmi senior (1744-1819) ampliò ulteriormente la superficie dello stabile; l’acquisto del soppresso oratorio di San Lorenzino in Torriggia, avvenuto nel 1786, portò alla demolizione della chiesa e della casa parrocchiale; operazione che rese possibile l’aggiunta di un’altra ala del palazzo.

Nel 1885 Giuseppina Turati, moglie di Giuseppe Gnecchi Ruscone, acquistò l’edificio dagli ultimi discendenti dei Visconti Ajmi. Il palazzo fu restaurato da Fausto Bagatti-Valsecchi secondo uno stile neorinascimentale diffuso nella Milano di fine Ottocento.

Nel 1946 Mediobanca acquistò l’immobile stabilendovi la sua sede.

Nel settembre 2000 la piazzetta antistante il palazzo è stata intitolata ad Enrico Cuccia.

Le decorazioni antiche

Il grande cortile rettangolare ha il portico ad archi ribassati su colonne toscane. Due salette a terreno, una al primo piano ed una al terzo, hanno volte affrescate a motivi decorativi della fine del ‘600. Un’antica torre, incorporata nell’edificio, ha dipinti e medaglioni seicenteschi.

Maggiori dettagli e fotografie si possono trovare nel volume edito da Skira.

La cancellata artistica

La cancellata artistica in bronzo risale agli anni ’60 ed è opera di Francesco Barbieri. È stata fusa a Verona impiegando circa 40 quintali di bronzo di lega purissima.
La cancellata è divisa in cinque rettangoli, legati da sei candeliere cesellate con motivi decorativi; in cima, la scultura di un mostro di fantasia mitologica.

Nel rettangolo centrale, tra due cariatidi, c’è l’apertura della cancellata, in un’architettura con i mesi dell’anno rappresentati dai dodici segni dello zodiaco, con un motivo decorativo di idealizzazione dell’acanto, intrecciato con immagini terrestri, marine e del cielo: il concetto dello scultore è stato quello di una complessiva immagine cosmica.

Negli altri quattro rettangoli si richiamano momenti della storia di Milano: il primo rettangolo a sinistra rappresenta la conversione di Sant’Agostino con Sant’Ambrogio che lo battezza, il secondo rappresenta l’imperatore romano Augusto a Milano; il primo rettangolo a destra rappresenta la battaglia di Legnano e il Carroccio, il secondo la Corte degli Sforza nello studio di Leonardo.

La famiglia Gnecchi Ruscone

La storia della famiglia Gnecchi Ruscone, da cui Mediobanca acquistò il palazzo nel 1946, è descritta nel libro edito da Skira nel 2013 .

Essa contò personaggi di rilievo tra i quali due insigni numismatici: Francesco Gnecchi, che iniziò le sue collezioni di monete antiche nel 1879, e suo fratello Ercole. Francesco viene inoltre ricordato per aver iniziato una importante collezione di testate giornalistiche i cui esemplari più antichi risalgono alla fine del XVII secolo. Il figlio Cesare proseguì tale collezione acquisendo al fondo Gnecchi i giornali pubblicati sino alla prima metà del XIX secolo. Il materiale comprende più di 13 mila testate e 187 opuscoli.
Il fondo fu ceduto dalla famiglia a un libraio antiquario dal quale le Civiche Raccolte Storiche del Comune di Milano lo acquistarono nel 1952.Nel 2002-2004 il materiale è stato catalogato ed è ora accessibile per la consultazione on line.

Info

Piazzetta Enrico Cuccia 1, Milano.
Sede di Mediobanca dal 1946.
Restaurato da Fausto Bagatti-Valsecchi.
Stile rinascimentale della Milano di fine '800.