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Mino Brughera

Sondrio 1882 - St. Moritz 1958

Dal 1934 Amministratore delegato e dal 1945 al 1954 Vice Presidente del Credito Italiano, fu anche Amministratore della Banca Privata Finanziaria.

Definì con Cuccia e Mattioli lo schema per la nascita di Mediobanca.

Mino Brughera

Info

Immagine per gentile concessione dell'Archivio Storico UniCredit

Roles

Amministratore

from 29/10/1947 to 12/09/1958

Membro Comitato Esecutivo

from 27/10/1949 to 12/09/1958

Sources

Giovanni Farese, Mediobanca e le relazioni economiche internazionali dell’Italia, Mediobanca 2019

Giandomenico Piluso, Mino Brughera, in Dizionario biografico degli imprenditori italiani, a cura di Franco Amatori, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma, mimeo (2013).

Giampietro Morreale – Il Credito Italiano e la nascita di Mediobanca, 2014. Contributo per il convegno del 7 novembre 2014 per l’apertura dei lavori sull’archivio.

Negli archivi:

L’Archivio Storico UniCredit conserva il patrimonio del Credito Italiano di cui Brughera fu Amministratore Delegato e Vice Presidente.

La Camera di Commercio di MIlano conserva l’Archivio della Banca Privata Italiana, nata dalla fusione tra la Banca Privata Finanziaria e la Banca Unione. Michele Sindona nel 1960 acquistò dai Moizzi la maggioranza della BPF, acquisendone via via il controllo.

Qui il convegno del 2016 per l’apertura dell’Archivio della Banca Privata Italiana

Biografia

Nacque a Sondrio il 22 settembre 1882 da Giuseppe e Ida Moizzi. Nel 1904 fu assun-to dal Credito Italiano a Milano, dove nel 1907 divenne procuratore dell’Ispettorato Contabile. Nel 1914 era Ispettore capo e durante il conflitto affrontò con successo la straordinaria crescita dei volumi e della complessità del lavoro. Nel 1918 fu nominato condirettore aggregato alla Direzione centrale. In quegli stessi anni, in qualità di fiduciario, entrò nei consigli di amministrazione di diverse società finanziate dalla banca. Nel 1921 fu promosso direttore centrale carica che conservò fino al 1934, esercitando un forte controllo sulle strutture operative.

Nel 1924 il Credito Italiano partecipò alla costituzione della Banca Privata Finanziaria di Moizzi & C. Tra i soci, oltre a Carlo Feltrinelli, spiccavano i parenti materni di Brughera. La Banca Privata Finanziaria fu trasformata in anonima nel 1930 e rimase, anche dopo la crisi e la nuova legge bancaria del 1936, una delle poche autorizzate all’esercizio del credito a medio e lungo termine e alle partecipazioni industriali.

La crisi portò invece allo smobilizzo dei portafogli industriali delle banche miste e alla loro trasformazione in banche di interesse nazionale. Brughera seguì l’assorbimento di istituti minori in crisi e riorganizzò i servizi bancari secondo le direttive del governatore della Banca d’Italia, Azzolini. Durante le operazioni di smobilizzo attuate dall’IRI e il risanamento delle ex banche miste, stabilì duraturi contatti con i vertici dell’IRI, Beneduce e Menichella e con il nuovo amministratore delegato della Banca Commerciale, Mattioli. Nel 1934 fu nominato amministratore delegato del Credito Italiano.

La nomina fu una scelta comune degli azionisti storici della banca come Giacinto Motta della Edison e dei dirigenti dell’IRI. Brughera condivideva fin dal 1930 l’idea di separare il credito ordinario, da affidare alle banche, dal credito industriale, da assegnare a speciali istituti a medio e lungo termine. Particolarmente riservato e scarsamente propenso a formalizzare le sue vedute in tema di indirizzi strategici, Brughera esercitò un attento controllo sulle strutture, teso a dare in primo luogo alla sua banca efficienza e funzionalità dopo il mutamento imposto dalla legge del 1936.

Nella primavera del 1944 decise di accogliere la richiesta di finanziamento del Comitato di Liberazione Nazionale, avanzata al Credito Italiano da Alfredo Pizzoni, un dirigente della banca, che presiedeva il CLN – Alta Italia in clandestinità. Alla fine della seconda guerra mondiale si dimise da amministratore delegato restando in consiglio come vicepresidente. Tra il 1945 e il 1946 Brughera sostenne attivamente la creazione di Mediobanca, di cui sarebbe presto divenuto amministratore, mettendo a punto insieme a Mattioli e Cuccia lo schema di compartecipazione delle banche di interesse nazionale. Negli anni cinquanta apprezzò le doti di banchiere di Enrico Cuccia al quale non fece mai mancare il proprio influente sostegno.

Negli anni quaranta e cinquanta condivise con il cugino Ernesto Moizzi il controllo della Banca Privata Finanziaria, istituto vicino alla Pirelli, alla Snia Viscosa di Franco Mari-notti, ai Falck e alla famiglia Feltrinelli. La più importante clientela della banca fu di fatto via via trasferita a Mediobanca, che aveva dimensioni più adeguate al nuovo contesto del dopoguerra. Consigliere della Confederazione delle aziende di credito e delle assicurazioni, oltre che consigliere di Mediobanca, Brughera fu anche consigliere della Assonime. Rimase vicepresidente del Credito Italiano fino all’aprile 1954, quattro anni prima della scomparsa, avvenuta a St. Moritz nell’agosto 1958.